Altre multe per la Microsoft
dicembre 28th, 2009

Confermata la multa a Microsoft per il brevetto violato in Word: a rischio le vendite da gennaio
Microsoft è stata condannata in questi giorni a pagare una multa di 290 milioni di dollari. Una corte d’appello ha stabilito che Microsoft ha violato un brevetto relativo alla gestione da parte di Word 2007 del formato XML. Il brevetto è detenuto da i4i, una piccola azienda di software canadese.
Come detto, il brevetto infranto da Microsoft riguarda la gestione da parte di Word dei formati.xml,.docx e.docm. La sentenza sarebbe, quindi, il segnale definitivo di una lunga disputa tra Microsoft e l’azienda canadese con sede a Toronto.
Infatti, già qualche mese fa una giuria di un tribunale distrettuale in Texas aveva deliberato in favore della i4i Ltd. Ora che la sentenza è stata confermata in appello, Microsoft potrebbe essere costretta a cessare la vendita di Word 2007 e Office 2007 a partire dall’11 gennaio 2010.
Secondo alcuni esperti del settore, però, è molto più probabile che le due parti arrivino ad un accordo, che potrebbe essere una royalty da pagare alla i4i per poter continuare a vendere Word.
Stando a un comunicato diffuso da Redmond in queste ore, l’ipotesi più probabile comunque potrebbe essere la vendita, a partire dall’11 gennaio 2010, di una versione di Word 2007 e Office 2007 senza la gestione del formato XML. Nessun problema ci sarà invece per Office 2010, in cui i programmatori MS hanno già eliminato la feature incriminata.
fonte: ONEWINDOWS.IT
Azienda denuncia Microsoft per il marchio Bing
Può una piccola azienda fare causa a Microsoft per violazione di marchio? Probabilmente si, se l’azienda in questione si chiama Bing! e decide di denunciare il gigante del software per aver usato impropriamente il nome per il nuovo motore di ricerca.
La Bing! Information Design ha dichiarato di usare il marchio Bing! da circa dieci anni, secondo quanto affermato dall’avvocato Anthony Simon.
Di diverso avviso Kevin Kutz, portavoce di Microsoft, la cui risposta è chiara:
Siamo convinti che questa accusa è priva di fondamento e crediamo che non vi sia confusione nel mercato per quanto riguarda questo marchio.
La parola, ora, agli avvocati delle due società: la prima, BID, che dovrà dimostrare le sue tesi, la seconda, Microsoft, che dovrà difendere la sua scelta di utilizzare il nome Bing per il suo nuovo motore di ricerca, centro vitale del suo futuro su Internet.
fonte: ONEWINDOWS.IT





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